• Consulenza

    Nel settore del design strategico - quell'area blur che va dal design della comunicazione al marketing - Pino Grimaldi lavora per offrire ai propri clienti gli strumenti per accrescere la competitività di prodotti e servizi.

  • Design strategico

    È l'attività che si svolge nelle dimensioni indistinte del progetto di comunicazione. Un prodotto, un servizio, un'impresa sono tutte declinazioni del branding. Su questo tema vedi anche il libretto "Blur design. Il Branding invisibile" Lupetti editore, nel quale è teorizzata l'attività di affiancamento che ho definito blur design.

  • Didattica e Formazione

    L'attività didattica e la formazione, rivolta a imprese e istituzioni, affronta i temi strategici, nel settore della comunicazione e del marketing, che vanno dalla Customer satisfaction alla formazione degli addetti alle vendite, a molte altre attività.

  • Consulenza annuale

    Questa tipologia consiste nella creazione di un Piano strategico di comunicazione che vede comprese molte attività che sono somministrate nel corso di incontri periodici.

  • Consulenza a progetto

    Comprende le attività relative ad un preciso e circostanziato progetto, non hanno una cadenza periodica se non per il completamento del progetto.

  • Progettazione ad hoc

    È l'attività che inizia e si conclude con un intervento specifico su richiesta del cliente.

  • 1. Non ho mai fatto comunicazione, né so cosa sia il marketing

    Bene si vi esprimete così allora è già un buon inizio. Fissiamo un incontro - non senza impegno - ovvero bisogna dedicare almeno un'oretta per parlarne.

  • 2. Da dove cominciamo?

    Non è una domanda facile e a porsela potrebbero essere tanto gli imprenditori nel cercare un nuovo consulente, quanto designer e marketer nell’affrontare l’incontro con un nuovo cliente.
    Per iniziare basta pensare semplicemente a cosa facciamo tutti i giorni per trovare nuovi clienti e cominciare a chiedersi: “si può migliorare quello che facciamo?”
    In qualche caso si potrà anche scoprire che non facciamo niente e che i clienti: “sono loro che vengono da noi”, basta fare bene il nostro lavoro, quale marketing migliore?
    C’è del vero in questo apparente paradosso, ma il punto è, come diceva Einstein, “è follia continuare a fare sempre le stesse cose aspettandosi risultati differenti”, dunque occorre chiedersi se vogliamo migliorare le nostre attività o va tutto bene così.

  • 3. Avete idea di cosa pensano del vostro brand i vostri clienti?

    Molto probabilmente non avrete mai avuto occasione di parlare con i vostri clienti del marchio della vostra impresa e, in particolare, di cosa esso rappresenti per loro; quindi non avrete mai potuto capire come essi lo percepiscono, quale idea vi associano.
    In altri termini, quale reputazione gode il vostro brand presso i clienti che acquistano i vostri prodotti o i servizi?
    Non pensate al vostro brand solo come ad una forma, un’immagine, un pittogramma. Pensate al brand come al “valore” che esso rappresenta per i vostri clienti e, quindi, per voi ed il vostro business.
    Se non lo avete mai fatto non potrete beneficiare del tutto delle potenzialità - magari ancora inespresse - del vostro business.

  • 4. Avete mai misurato il ritorno degli investimenti in comunicazione?

    Se solo volessimo fare una valutazione di tipo econometrico potremmo affermare che il costo della misurazione degli effetti di una campagna è così esiguo rispetto al costo della campagna che non è spiegabile una mancata misurazione; è un problema culturale non economico.

  • 5 È più faticoso trovare un cliente nuovo o mantenere soddisfatto un cliente storico?

    La Customer care è roba da grandi imprese. Noi facciamo bene il nostro lavoro, questo è l’importante.
    Probabilmente pensano così la maggior parte degli imprenditori delle piccole imprese, altrimenti non si comprende come mai la customer satisfaction, ovvero la ricerca della soddisfazione dei clienti, non sia così diffusa nelle piccole e medie imprese, dei servizi, del retail, del manifatturiero.

  • 6. Vi siete mai chiesti quale sia il vantaggio competitivo della vostra impresa o dei vostri prodotti?

    Differenziarsi è diventata ormai un’esigenza assolutamente imprescindibile. L’offerta di prodotti aumenta sempre più; i consumatori divengono sempre più attenti, esperti, informati, e conseguentemente più esigenti, ma con una disponibilità di tempo, per scegliere l’oggetto dei propri desideri, sempre più scarso. Dunque o si “colpisce” la mente del consumatore “fulminandolo” nella memoria, anticipando i suoi desideri, oppure si perde la competizione.

  • 7. Avete realizzato un sito web oppure avviato una strategia tra nuovi media e social network?

    Ormai lo sanno tutti, la rete non è solo Internet. Più che essere soltanto un nuovo medium, la rete taglia trasversalmente tutti gli ambiti della comunicazione tradizionale, incrementando le capacità e l’efficacia degli strumenti classici a disposizione dell’impresa. Dalla pubblicità alle pubbliche relazioni, dal marketing diretto al telemarketing, dalle promozioni alle sponsorizzazioni e così via, il web e Internet hanno introdotto con forza una nuova dimensione, quella dell’interattività, determinando un passaggio storico che trasporta le vecchie comunicazioni di massa verso una comunicazione sempre più individualizzata e interattiva.
    Ma funziona la vostra presenza web?

  • 9. Avete mai impostato programmi di benchmarking?

    Benchmarking è la definizione dei valori di riferimento; in una valutazione, una misurazione, il benchmark è il caposaldo, il picchetto, è un valore, un punto di riferimento. È facile allora pensare che se si desidera valutare le performance della concorrenza, in termini di prodotti, di parametri in qualche modo omogenei, il benchmarking sarà l’azione volta a misurare queste prestazioni - o valori - per fornirci elementi di valutazione e di comparazione.
    Il benchmarking è un processo sistematico di misurazione, di valutazione e di comparazione dei prodotti o delle attività della concorrenza, con l’obiettivo, magari, di superarle.

L'immagine

Marketing territoriale

Generezione itouch

Montessori designer?

Un design per la pedagogia (intervento di Pino Grimaldi)
26 e 27 ottobre 2007, a Chiaravalle, luogo di nascita della famosa pedagogista, si è tenuto un convegno internazionale in occasione del centenario della fondazione della prima “Casa dei Bambini” ad opera di Maria Montessori.
L’iniziativa internazionale, che si è avvalsa, tra gli altri, della consulenza scientifica di Pino Grimaldi, si è tenuta nel teatro Comunale di Chiaravalle e ha visto coinvolti importanti designer ed esperti montessoriani italiani che, assieme a studiosi internazionali, approfondiranno questo inedito ma importante aspetto dell’attività educativa di Maria Montessori.
Le riflessioni degli studiosi hanno documentato, per la prima volta, uno studio specifico sul rapporto tra design e progetto montessoriano.
Il convegno è a cura di Roberta Manzotti Lucio Lombardi, Pino Grimaldi, l’Assessorato alla Culturala del Comune di Chiaravalle e la Fondazione Chiaravalle Montessori, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
Sono inetrvenuti Giovanni Anceschi, Pino Grimaldi, Anty Pansera, Daniela Piscitelli, Cettina Lenza, Alessandra Ciriafici, Edoardo Malagigi e numerosi esperti montessoriani provenienti dai cinque continenti.